Il 5g e l’Internet delle Cose

La quinta generazione di reti cellulari promette di essere una trasformazione epocale nell’utilizzo non solo dei nostri smartphone, ma anche dei dispositivi che oggi connettiamo alla rete fissa e pure quelli che attualmente non lo sono. L’aumento considerevole della velocità di scaricamento e caricamento dei dati permetterà, infatti, di collegare oggetti, strumenti e macchine in rete, in quel contesto che viene definito l’Internet delle Cose (Internet Of Things – IoT). Non solo avremo una velocità di navigazione notevolmente più elevata, ma potremo infatti usufruire di una vasta gamma di servizi innovativi, inediti e, attualmente, impensabili. Il funzionamento delle future reti 5g si basa su tecnologia a onde radio millimetriche, con uno spettro tra i 30 e i 300Ghz, in grado di raggiungere anche gli angoli più remoti come scantinati o tombini. La bassissima latenza, cioè il ritardo tra caricamento e scaricamento dei dati o, per essere ancora più chiari, tra domanda e risposta, favorirà invece la comunicazione fra terminali, rendendola più affidabile e sicura.

Oggi siamo abituati a considerare la rete cellulare come lo strumento in grado di permetterci di chiamare, mandare messaggi e navigare sul web. Domani, un domani che potrebbe già essere l’anno prossimo, il 5g consentirà sviluppi interattivi con tutti gli oggetti di uso più comune come, per esempio, collegare attraverso chipset e oggetti “intelligenti” i contatori di gas, luce e acqua per rendere più efficiente l’erogazione di questi servizi ai gestori e ai consumatori di controllare l’impiego degli stessi. Allo stesso modo, altri ambiti che potranno beneficiare di questo progresso saranno quelli della sicurezza pubblica e ambientale, i trasporti, i mass media televisivi, il divertimento, il turismo, la pubblica amministrazione e, infine ma probabilmente tra i più importanti, l’industria e la medicina. Molti di questi servizi, in realtà, sono già presenti nel nostro quotidiano grazie alle connessioni in fibra ottica e banda larga. Il problema è che queste connessioni non sono accessibili a tutti e, soprattutto, sono strettamente legate al cavo della linea fissa. Il 5g, al contrario, scioglierà questo vincolo.

Cosa significa, nei fatti? Facciamo alcuni esempi per essere più chiari.

Una connessione in 4g ha una velocità di download sui 30/40 megabit per secondo (Mbps), di upload sui 10/15 Mbps (valori altamente variabili in base a dispositivi e coperture e potenziamenti in corso dei gestori) e una latenza di 20/30 millisecondi (ms). Le promesse del 5g, tanto per iniziare, dicono che le velocità di download e upload arriveranno rispettivamente a 1000 Mbps e 200 Mbps (per aumentare esponenzialmente negli sviluppi successivi) mentre la latenza scenderà a 4 ms (per diminuire a 1 al compimento del progetto). Non solo: la capacità della rete, concederà la connessione fino a un milione di dispositivi per chilometro quadrato.

Questi sono alcuni degli scenari che si prospettano nell’immediato futuro.

In ambito medico potranno diffondersi apparecchi indossabili (wearable devices) per misurare le funzioni vitali delle persone. Chi soffre di disturbi cardiaci, di pressione o diabetici potrà monitorare e inviare i propri dati in tempo reale ricevendo suggerimenti e consigli in caso di urgenza; si potranno eseguire operazioni chirurgiche a distanza tramite robot; gli interventi di primo soccorso potranno trasmettere dati precisi agli ospedali direttamente dal luogo degli incidenti; si potranno effettuare analisi dello stato di salute da casa condividendone i risultati con il proprio medico, in modo da ridurre drasticamente i tempi di attesa per un consulto medico. Pensiamo a quante difficoltà incontrano oggi gli anziani, gli infermi e i malati gravi che devono spostarsi per ricevere le cure o le prescrizioni mediche! Questo è forse lo scenario più interessante che le future connessioni ultra veloci in mobilità potranno erogare. Ma non finisce qui..

Nei trasporti, i mezzi del futuro dialogheranno fra di loro e potranno essere programmati per viaggiare autonomamente. La gestione del traffico urbano potrà essere ottimizzata: pensiamo a quanto tempo passiamo fermi a un semaforo in attesa che passi qualcuno! I lampioni dell’illuminazione stradale potranno attivarsi al passaggio delle automobili e spegnersi successivamente. La riduzione della latenza permetterà di ridurre il tempo di una frenata, tempo che oggi non è né accettabile né affidabile, arrivando a pensare di ridurre, se non addirittura annullare, il rischio di incidenti. Se negli anni ‘80 sognavamo di chiamare KITT dall’orologio, presto potremmo realizzare quel sogno.

Anche il turismo sarà impattato da questa rivoluzione: Con la realtà virtuale, tramite un visore connesso , sarà possibile in diverse città (come Milano o Roma) vedere ricostruzioni degli edifici antichi oggi non più esistenti. A Matera per esempio, Capitale europea della Cultura nel 2019, sarà possibile visitare da remoto alcuni dei luoghi di principale interesse turistico della città: indossando un visore il visitatore è libero di muoversi nelle aree previste, avvicinarsi alle pareti, toccare gli oggetti, potendo incontrare nel nuovo mondo virtuale anche altri visitatori, che si trovano in luoghi fisicamente distanti da quello in cui si trova, interagire con essi oltre che seguire le indicazioni date da una vera e propria guida di Matera.”¹ . Avremo a disposizione guide interattive e spiegazioni a monumenti e luoghi di interesse atti a soddisfare ogni nostra minima curiosità davanti a opere d’arte che oggi magari non riusciamo ad ascoltare. Visitare i Fori Imperiali, vedendone la magnificenza del passato, sarà presto realtà… virtuale.

Nel caso della sicurezza, potranno essere utilizzati droni per le riprese aeree non solo di quelle zone a rischio delinquenza, ma anche nei luoghi dei disastri ambientali dove altrimenti sarebbe difficile il pronto intervento e una prima analisi del territorio colpito. Il rischio, però, sarà quello di venire beccati durante un’esplorazione nasale di profondità…

In ambito industriale avremo un significativo aumento delle automazioni, il che significa maggior efficienza, minori sprechi, aumento della produttività. Grazie all’IoT, le fabbriche e le aziende potranno efficientare il processo di produzione e automatizzarlo: i tecnici potranno controllarlo a distanza grazie a sistemi SCADA e intervenire solo in caso di reale necessità. Una volta “programmata”, la fabbrica digitale sfrutterà gli algoritmi di intelligenza automatica per autogestirsi o cogestirsi con un gruppo di tecnici e operai ad alta specializzazione.”².

E si spera che anche nella pubblica amministrazione si possano raggiungere standard di comunicazione e collaborazione migliori… ma questa, forse, è ancora fantascienza…

Il 5g avrà ripercussioni anche sull’intrattenimento, sui videogame, sulla cinematografia e svariati altri ambiti di utilizzo. Tutto questo comporta ovviamente anche degli interrogativi, delle precauzioni di utilizzo e, cosa non scontata, un cambiamento di mentalità nell’approcciarsi alle novità che verranno introdotte nei nostri usi quotidiani che ormai abbiamo accettato come abituali e, soprattutto, funzionanti.

Per esempio:

  • Vi fareste operare da un robot?
  • Siete pronti a far guidare la vostra auto?
  • Vi disturba l’idea che un drone vi possa spiare dall’alto dei cieli senza essere notato?
  • L’industria del futuro avrà bisogno ancora degli operai?

Tutte domande a cui dovremo necessariamente dare una risposta al più presto.

Ne riparleremo…

¹ – https://www.corriere.it/economia/cards/turismo-sanita-trasporto-cosi-5g-ci-cambiera-vita/turismo.shtml

² – https://tecnologia.libero.it/industria-4-0-in-italia-necessario-investire-su-5g-15071

photo credits: https://pixabay.com/it/photos/rete-server-sistema-infrastruttura-2402637/

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