Il Sistema di Credito Sociale è un programma ideato dal governo cinese per assegnare un punteggio di credibilità ai propri cittadini e alle imprese. Al momento è su base volontaria ma a partire dal 2020, dovrebbe coinvolgere l’intera popolazione. Nelle intenzioni, dovrà essere una “componente rilevante per la realizzazione del sistema di mercato socialista e la social governance”¹. Il funzionamento è regolato da una infrastruttura di rete che raccoglierà tutte le informazioni sullo stato dei pagamenti, i commenti presi dai social network, le abitudini di acquisto, le multe ricevute, le violazioni del codice civile e in generale tutte le azioni compiute nel quotidiano. Ogni momento vissuto, sostanzialmente, verrà catalogato e giudicato al fine di realizzare una “armoniosa società socialista”¹attraverso un adeguato modello comportamentale. Come indicato dalle dichiarazioni del terzo plenum del diciottesimo congresso del Partito Comunista Cinese, il proposito è di migliorare i rapporti tra i cittadini e le istituzioni, tra i consumatori e le imprese commerciali, tra le aziende fornitrici e quelle acquirenti e tra i cittadini stessi e il proposito conclusivo sarà il raggiungimento di una “sincera coscienziosità” in cui verranno incentivati i modi virtuosi e sanzionati quelli sconvenienti. Infatti, in base al punteggio ottenuto, a ciascun componente del network sarà concesso o meno l’accesso ai crediti bancari e al trasporto pubblico, l’acquisto di biglietti aerei e buoni spesa, la possibilità di poter fare check-in veloce negli hotel e in aeroporto ed altre svariate agevolazioni o limitazioni. Chi non raggiungesse gli standard minimi di “qualità”, verrebbe infatti estromesso se non addirittura bandito da queste opportunità. Per esempio. “secondo i dati della Corte Suprema del Popolo, nel 2017 erano presenti nella lista nera (del Ministero dei Trasporti,NdA) 6.150.000 cinesi, ai quali è proibito salire sui mezzi pubblici.”²
In Europa abbiamo vissuto questa esperienza attraverso la puntata 1 della terza stagione di “Black Mirror”, la serie tv distopica prodotta da Netflix, intitolata “Caduta libera”, in cui la protagonista raggiunge degli obiettivi sociali grazie ai crediti ottenuti in rete, salvo poi precipitare nei consensi a causa di sfortunate conseguenze. Succederà lo stesso nella Repubblica Popolare Cinese o, come sostengono alcuni, sarà un metodo utile per riconoscere chi è degno di fiducia e chi no? Secondo gli autori del blog www.abcina.it, “la creazione di questo sistema ha un duplice aspetto: il primo, è quello di dare una base di dati (quello che nel documento viene appellato come “scientifico”) alla naturale predisposizione umana a ritenere una persona più o meno affidabile e più o meno onesta; il secondo, è che questo sistema voglia soprattutto colpire le aziende e i cittadini disonesti.”³ – Vi rimandiamo al link sottostante per accedere al loro commento completo sul “Social Credit System”. Secondo altri, al contrario, è un tentativo di controllo capillare delle masse e di assoggettamento dei comportamenti di uno stato autoritario governato ancora oggi da un partito unico.
Infine, il Sistema del Credito Sociale, una volta attivo, avrà una graduatoria pubblica che costituirà una sorta di biglietto da visita facilmente consultabile dal proprio smartphone.
Di fatto non siamo tanto lontani dai modelli di rating che già vengono utilizzati normalmente dai social network tradizionali: su Facebook, su Google Maps, su Google My Business, su You Tube, su TripAdvisor, su Linkedin e su qualsiasi piattaforma telematica che abbia un’interazione diretta, abbiamo già da tempo la possibilità di valutare le nostre esperienze. Opinioni e giudizi che servono a creare un responso utile a chi cercasse informazioni, opinioni che però, molto spesso, vengono espresse da singole prove non formulate su competenze tecniche e soggette a valutazioni di tipo psicologico (aspettative, umore, ecc.).
Eppure, a chi non piace sapere in anticipo se il tal cliente o la tal azienda siano affidabili o meno? Chi non valuta un acquisto o un fornitore in base al punteggio totalizzato?
Scrive Erasmo da Rotterdam: “La forza del libero arbitrio è tale che l’uomo,prima ancora di aver ricevuto la grazia (di Dio) che distrugge il peccato, può, con mezzi naturali, fare opere moralmente buone che gli procurano non in buona giustizia, ma per convenienza, la grazia che rende l’uomo gradito nel suo agire a Dio”. In buona sostanza, il comportamento umano è già portato al “moralmente conveniente” naturalmente, perché è più semplice essere sinceri e corretti piuttosto che mentire e tramare. Per usare le parole di un altro scrittore del passato, Jonathan Swift: “chi racconta una bugia non sa quale grave peso si tiri addosso: infatti, per sostenerne una sola, dovrà inventarne altre venti”. In poche e semplici parole: di cosa devo avere paura e perché devo preoccuparmi, se non faccio nulla di male? E’ corretto, eppure dietro a questa affermazione, dobbiamo scorgere i rischi che si celano nell’archiviazione totale e totalitaria dei nostri dati, scavando in profondità, senza limitarci a ciò che appare più in evidenza e in superficie.
Tralasciando la relatività dei giudizi morali che nel corso della storia hanno subito svariati rovesci, ci sono due aspetti che fanno del Sistema di Credito Sociale uno strumento pervasivo e preoccupante.
- Il primo: la quantità e la qualità dei dati immagazzinati, permetterà non solo di giudicare chi è buono e chi no, ma anche di stabilire strategie commerciali attraverso un’analisi e una profilazione dettagliata dei comportamenti. Una Banca delle Informazioni di questo genere, infatti, può permettere un sofisticato raggruppamento dei consumatori in cluster di vendita a cui indicare “cosa vogliano comprare e di che cosa abbiano bisogno” agendo sugli interessi latenti, sulla reciprocità sociale, sull’analogia di prodotto, sulla precedente esperienza di acquisto. Allo stesso modo della valutazione sui social, anche questo metodo, in realtà, è già attivo e funzionante, grazie ai cookies di profilazione delle abitudini, che comunicano ai web marketer reali e artificiali cosa cerchiamo e cosa compriamo su internet e grazie alle care vecchie tessere fedeltà che hanno fin dall’origine lo stesso scopo. La differenza, però, è nella possibilità della scelta libera dai vincoli degli score personali che ci permettono di scegliere tra diverse alternative, mentre il pericolo è di rinchiudere in un tunnel prestabilito da chi controlla e giudica il rating, che cosa dobbiamo comprare e che cosa no, estromettendo la possibilità di scelta o circoscrivendola ai soli prodotti in grado di aumentare il punteggio, limitando o escludendo la concorrenza.
- Il secondo: se è vero che il Sistema di Credito Sociale non fa altro che sublimare al più alto livello possibile ciò che già accade sui social network che utilizziamo comunemente, è vero pure che, stante l’obbligatorietà di partecipazione imposta dal governo cinese, è privo di una funzionalità fondamentale che le piattaforme “normali” permettono e che lo rendono inaccettabile per un utilizzatore che vive nel mondo libero: la possibilità di disattivare l’account o di non partecipare affatto.
Fonti citate:
²: https://www.fastweb.it/web-e-digital/come-funziona-social-credit-system-cina/
³: https://www.abcina.it/2018/03/26/credito-sociale-in-cina-e-cosi-spaventoso-come-si-dice/
Approfondimenti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_credito_sociale
https://www.wired.co.uk/article/chinese-government-social-credit-score-privacy-invasion
photo credits: https://unsplash.com/photos/0MBt0sGU8UA
[…] La Cina, insomma, non avrebbe inventato nulla. Quello che però inquieta, in questo esperimento tecnologico, non è tanto la poca trasparenza del governo cinese, un vizio che, dunque, appartiene anche alla più grande democrazia del mondo, ma l’utilizzo che può esserne fatto in combinazione con altre tecnologie e sistemi digitali. In un vecchio articolo pubblicato su questo blog, parlavo del social credit system. […]
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