E nacque dunque il Caos e dopo la Terra. (Esiodo)
In principio non c’era che il Brahman. (Upanishad)
In principio Dio creò il cielo e la terra. (Genesi – Bibbia)
In principio fu il Big Bang (La Scienza).
E’ curioso come tre testi sacri (tale consideriamo anche quello greco benchè oggi questa definizione faccia sorridere qualcuno) così distanti nel tempo e nei luoghi, descrivano l’origine della vita allo stesso, descrizione che possiamo sintetizzare così: dal disordine, nacque l’ordine per volontà di una forza creatrice intelligente, eterna e immutabile.
La Scienza, in un certo senso, con la scoperta del Big Bang ha confermato quei racconti, privandoli solo dell’origine creazionista. Da quella scoperta, ne trassero studi e teorie per capire cosa ci fosse prima del big bang fino a quando Stephen Hawking e Leonard Mlodinov nel libro “Il Grande Disegno”: affermarono: “Dato che esiste la legge di gravitá, l’universo puó crearsi da solo dal nulla”. Una tesi ardita e rivoluzionaria, dato che suppone come esistente, ovvero come essere, il non-essere, e che contrasta con il principio di conservazione dell’energia formulato da Lavoiser nel 1700 (“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”) e dimostrato dal fisico Richard Feynman che la descrive così: “La legge si chiama “conservazione dell’energia ed è veramente una idea molto astratta, perché è un principio matematico: dice che c’è una grandezza numerica, che non cambia qualsiasi cosa accada.” A questa formulazione, in realtà, ci era già arrivato attraverso il ragionamento razionale Eraclito duemila cinquecento anni prima, come riportano alcuni frammenti: “Ciò che vi è di identico e non muta, nell’ambito del mutare di tutte le cose, è lo stesso mutamento. Ogni cosa, infatti, si trova, ad un certo punto della sua esistenza, in una situazione per la quale essa è opposta a tutte le altre, ogni cosa è tutto quello che non è altro” e ancora: “Il tempo si esprime nel passaggio delle cose da uno stato all’altro, e questo passare costituisce l’essenza stessa del cosmo.”
Come possiamo assumere quindi che dal Non-Essere possa apparire l’Essere?
E’ la domanda da cui derivano le risposte che abbiamo riportato in apertura.
Possiamo recepire la tesi del professor Hawking e di Mlodinov se la considerassimo una tesi metafisica, ovvero che va oltre la fisica, cioè la natura intesa come insieme delle leggi naturali che governano l’universo. Lo stesso mondo scientifico sottolineò le criticità di quelle asserzioni, così come razionalmente è difficile pensare che dal non essere possa nascere l’essere a meno di non credere, come succede nel mondo delle Arti, che dietro alla creazione dal non-essere esista un Artefice dotato di una volontà creatrice, un disegno logico, una proiezione nello spazio-tempo, capace di portar fuori dal nulla, dal non-essere, qualcosa che prima non c’era, esattamente quello che Hawking e Mlodinow negano nel libro.
Torniamo quindi in cima alle nostre riflessioni e, questa volta, domandiamoci:
E’ curioso come tre testi sacri , così distanti nel tempo e nei luoghi, descrivano l’origine della vita allo stesso modo, descrizione che possiamo sintetizzare così: dal disordine, nacque l’ordine per volontà di una forza creatrice intelligente, eterna e immutabile?
La risposta, in realtà, è no.
La ragione umana ha sviluppato (anche se forse sarebbe più corretto dire: si è sviluppata) nel linguaggio che la differenzia dagli altri esseri viventi animali grazie la capacità di astrarre, ipotizzare, analizzare e sistematizzare fino a porsi domande sul significato metafisico (oltre-la-natura / sovra-umano) della nostra esistenza.
Ma per porre correttamente questa domanda, è necessario trovare l’origine e, quindi, l significato di quel percorso biologico compreso tra la nascita e la morte.
Cosa, come, dove possiamo fissare all’origine della vita? E perché?
Dato che nessun essere vivente era presente in quel momento, l’essere umano ha ragionato per eliminazione, arrivando a quello che sembra, appunto, un minimo comune denominatore, un molo di partenza comune dal quale è iniziata l’esplorazione del Sapere.
E’ così che possiamo interpretare la narrazione della genesi nella storia delle Religioni, delle Filosofie e delle Scienze: la ricerca da chi o da che cosa declina l’ordine dell’universo e quindi il significato della vita, sempre che esista un significato da dare alla vita! E non sia solo un percorso biologico all’interno di un’alfa e di un’omega.
Sintetizzando: secondo le Religioni, il principio è la divinità. Secondo la Filosofia è l’Essere, il Tutto, da cui diviene il molteplice. Secondo la Scienza, la spiegazione la troviamo nelle leggi della fisica e della chimica.
Il tentativo è quello di definire ciò che è necessario, incontrovertibile, immutabile, assoluto, iniziale per poi farne discendere e giungere a un significato morale dell’esistenza.
Ma alla luce delle scoperte scientifiche e dell’ardita teoria Hawking/Mlodinow, della crisi delle religioni, delle filosofie e, in ultimo nel tempo, delle ideologie è ancora possibile definire ciò che è necessario, incontrovertibile, immutabile, assoluto? Ne abbiamo realmente bisogno?
È la domanda a cui dovremo dare una risposta per capire se la Vita su questo pianeta abbia uno scopo ed un significato, oppure se sia solo un meccanismo biologico governato da leggi di causalità indeterminate nei suoi fini ultimi con un principio e una fine e niente altro oltre a questo orizzonte.
per l’immagine di copertina, credits to: https://www.quantamagazine.org/tag/big-bang/