Tra le motivazioni che mi hanno spinto ad aprire questo blog, due sono le più importanti: gli aspetti culturali e quelli storici dell’epoca che stiamo vivendo, un’epoca di trasformazioni rapide che subdolamente entrano nelle nostre vite modificandole, condizionandole, in positivo e in negativo.
Alcuni l’hanno definita il medio evo digitale sia perché la documentazione spesso è immateriale o inaccessibile a causa dei formati digitali che nel frattempo sono cambiati, sia perché ai più è ignoto il funzionamento delle tecniche utilizzate da questi strumenti: li usiamo tutti i giorni ma non abbiamo idea di come funzionino, quasi fosse il demonio a metterli in moto, per cui nascono superstizioni e leggende oscure che alimentano ignoranza e paure.
Per questo motivo scrivo articoli che da un lato raccontano e cercano di spiegare in maniera semplice i cambiamenti e le nuove tecnologie che abbiamo o stiamo per adottare nel nostro quotidiano come fossero un diario di appunti, più che un manuale di utilizzo (per quello c’è già Aranzulla!). Dall’altro, c’è il tentativo di indagare l’aspetto psicologico che comportano queste novità.
Se il primo obiettivo è relativamente semplice perché basta seguire il flusso degli eventi, il secondo nasconde profondità e oscurità da esplorare, scavare, analizzare, distinguere di non facile interpretazione, motivo per cui è necessario ritornare a studiare i maestri del pensiero filosofico e della psicologia, confrontare le epoche storiche, ascoltare gli studiosi, i ricercatori e gli artisti che si confrontano con la realtà.
Per esempio:
- perché le persone sentono il bisogno di insultarsi sui social (il cosidetto fenomeno degli haters)?
- perchè crediamo alle fake news?
- perché sentiamo il bisogno ossessivo compulsivo di controllare gli stati e gli aggiornamenti dei social network?
In realtà, non credo sia cambiato granchè rispetto all’era analogica. La manipolazione propagandistica è una scienza psicologica vecchia di ormai un secolo ¹, successivamente riformulata e riadattata al mondo della pubblicità e delle vendite da numerosi ricercatori ². Il bisogno di essere amati è antico come l’umanità e lo stesso vale per l’odio. A differenza di un tempo che ormai non c’è più, siamo semplicemente più esposti alla moltiplicazione esponenziale delle informazioni e non sappiamo come affrontare questa eccedenza di dati che compromettono le capacità di elaborazione delle nostre menti. Capire questi e tutti gli altri processi in moto è l’unico modo per entrare nell’epoca digitale con consapevolezza salvaguardando le nostre libertà. Sapere dove sono iniziati questi processi di cambiamento, è un inizio per evitare la trappola dell’ignoranza e della superstizione.³
Riesumare e ristudiare le radici umanistiche della nostra cultura, infine, servirà ad ancorare questo nostro viaggio ai confini dell’umanità e oltre.
Perchè è evidente e logico che questo viaggio ci condurrà ad una rivoluzione inedita per la nostra specie, così come avvenne per la “rivoluzione cognitiva” decine di migliaia di anni fa e così come avvenne con la “rivoluzione industriale” poche centinaia di anni fa.
Siamo pronti? Dobbiamo esserlo.
suggerimenti di lettura e visione:
¹ – Edward Louis Bernays – Propaganda (libro)
² – Robert Cialdini – I principi della persuasione (libro)
³ – Werner Herzog – Lo and Behold (film documentario)