Una delle soluzioni proposte per il rallentamento del contagio e il suo futuro controllo è l’utilizzo di un’applicazione di tracciamento da installare sugli smartphone o da indossare con devices wearable.
Lo scopo dell’applicazione è di:
- Controllare e obbligare i positivi a restare a casa (con geolocalizzazione)
- Tracciare gli spostamenti dei positivi in modo da identificare le persone con cui sono entrati in contatto e isolarle a loro volta
- Mappare i casi positivi per informare tempestivamente la protezione civile.
L’utilità è evidente soprattutto in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo. In Corea del Sud, e in altre nazioni asiatiche, un’applicazione installata sugli smartphones ha permesso di abbattere drasticamente e velocemente la curva delle infezioni al primo manifestarsi della malattia grazie alla ricostruzione degli spostamenti e dei contatti che ogni malato ha avuto.
Ma, una volta cessato l’allarme, che cosa succederà? E soprattutto: quando finirà realmente l’allarme?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2006 ha emesso un avviso sul rischio di epidemie e pandemie potenzialmente disastrose. Da allora, si sono manifestate alcune malattie sconosciute ai nostri anticorpi, fortunatamente la maggior parte è stata di portata ristretta e localizzata ad eccezione, però, dell’influenza suina che già nel 2009 causò la morte di decine di migliaia di persone e il contagio di centinaia di migliaia. (anche se alcuni studi recenti dicono che le cifre reali furono largamente sottostimate)
Non è azzardato immaginare che, per garantire la sicurezza della popolazione e dell’economia mondiale, nel prossimo futuro si possa vivere in una costante situazione di emergenza sanitaria così come, del resto, è già avvenuto nel nostro recente passato in seguito agli attacchi terroristici alle Torri Gemelle.
Il Patriot Act è stato un provvedimento d’urgenza adottato dal Governo Federale americano all’indomani dell’11 settembre per intercettare e contrastare il terrorismo attraverso sistemi di controllo e prevenzione, rinforzando il potere di indagine delle forze di polizia. Il carattere straordinario di questa Legge è, poi di fatto, diventato ordinario fino al 2019.
La legge permetteva all’FBI, alla CIA e altre autorità di pubblica sicurezza di chiedere le intercettazioni e il traffico Internet ai provider, senza un mandato della magistratura e una notifica ai diretti interessati del materiale acquisito. ¹
In seguito, queste attività di spionaggio difensivo si trasformarono nel più grande sistema di controllo delle informazioni mai visto, la maggior parte delle quali non collegabili ad attività eversive. La denuncia, documentata da prove, venne fatta da Edward Snowden, ex collaboratore di CIA e NSA.
Gli abusi legati alla violazione della privacy hanno creato più sfiducia di quanto non ce ne fosse già prima nei confronti delle istituzioni, suscitando il timore che in cambio della sicurezza, ne vada meno la nostra libertà.
Nel nostro caso specifico, se accettassi di farmi tracciare a scopo precauzionale, quali sarebbero i termini di questo progetto? Quali dati verrebbero raccolti? Chi gestirebbe questi dati? Dove sarebbero archiviati? Per quanto tempo? Chi ne avrebbe accesso?
Non è solo una paranoia, è la realtà contemporanea che viviamo normalmente quando permettiamo ai social network, alle app, ai siti di navigazione di invadere i nostri file personali. I dati sono la ricchezza e il potere del presente e del futuro. Ora, anche i Governi hanno l’occasione di entrare nelle nostre “cartelle”. Esattamente come dovrebbe funzionare con le nuove società private dell’informatica, c’è la possibilità di collaborare reciprocamente con le istituzioni statali senza mettere in piazza tutte le nostre abitudini, con il rischio concreto di essere poi manipolati inconsapevolmente.
Questa collaborazione può avvenire con:
- la trasparenza nella raccolta dei dati
- la conoscenza, la consapevolezza e la cooperazione
La notizia di questi primi giorni di aprile, infatti, è che il coronavirus non si è estinto con la quarantena, né con il controllo da remoto della salute dei cittadini ma è tornato a infettare la Cina a causa “del fenomeno dei casi importati dall’estero e della diffusa presenza degli asintomatici, di coloro cioè che risultano contagiati dal Covid-19 ma che non mostrano (e non è detto che accada in futuro) i segnali tipici dell’infezione.” ²
E’ evidente che nell’odierno villaggio globale, dove ci si sposta continuamente in ogni luogo del mondo per business o per turismo, o si procede al tracciamento di ogni singolo cittadino del mondo o non si ottengono gli effetti dichiarati.
La sorveglianza della salute di ciascuna persona può essere il sistema più utile per un primo intervento di soccorso, ma è il comportamento consapevole delle conseguenze che si possono arrecare il modo più razionale per contrastare questa e le probabili future malattie, in attesa che vengano scoperti i vaccini e le cause originarie che provocano il contagio.
Essere informati sui sintomi della malattia, sulle modalità di trasmissione dell’infezione, sulle consuetudini più adeguate per proteggere se stessi e gli altri sono il sistema più sicuro per limitare la diffusione dei virus, senza cedere al panico né alla limitazione della libertà delle persone.
Lo scambio delle informazioni deve essere reciproco.
Fonti:
¹ – https://it.wikipedia.org/wiki/USA_PATRIOT_Act
approfondimenti:
- https://it.wikipedia.org/wiki/Edward_Snowden
- https://www.mymovies.it/film/2016/snowden/ (scheda sul film di Oliver Stone)
- https://www.ibs.it/errore-di-sistema-libro-edward-snowden/e/9788830454392#a__abstract (libro)
credits foto copertina: https://www.zazoom.it/news.jpg?new