Riflessioni sull’attualità – Cosa sono e come funzionano il Bluetooth e il GPS (for dummies…)

Il Bluetooth¹ è uno standard di comunicazione tecnologica nato alla fine degli anni 90 da un progetto di collaborazione che ha coinvolto numerose aziende di informatica e telecomunicazioni, tra cui Ercisson e Nokia, all’epoca dominatrici incontrastate del mercato dei cellulari. Il nome fu ispirato da un antico Re vichingo, Harold I Dente Blue, le cui iniziali compongono anche il logo. La sua creazione si deve all’esigenza di connettere via radio apparati diversi senza che ci fosse più un collegamento diretto tramite cavo o infrarossi e consentire così anche una comunicazione più veloce tra i diversi dispositivi. Stiamo parlando di archeologia delle connettività wireless: se, oggi, per connettere il mio smartphone con il mio portatile mi basta attivare un’icona, nei primi anni 2000 bisognava lanciare l’installazione dal cd-rom del produttore, inserire una specie di chiavetta USB nel portatile e infine abbinare il computer al cellulare. E non è detto che funzionasse! Dopo che Microsoft rilasciò il Service Pack 2 nel 2004, diventò necessario modificare alcune chiavi nel registro di sistema e sperare che funzionasse. Se a ciò aggiungiamo che a inizio millennio le velocità (anche se è meglio chiamarle le lentezze) di navigazione da mobile fossero di 20/30 Kbps rispetto all’attuale range generalmente compreso tra i 30 e i 300 Mpbs (1Mbps = 1024 Kbps), è facile capire come questo standard non fosse molto diffuso. Eppure il potenziale era tale che il suo sviluppo è continuato negli anni a venire.

Infatti, oggi, è il Bluetooth il protocollo di comunicazione più utilizzato, oltre che per le connessioni internet in mobilità, anche per gli smart devices tipo chromecast, i dispositivi fit bit, le cuffie e gli altoparlanti, i computer di bordo delle automobili e, in futuro, sarà in grado di supportare buona parte delle future tecnologie IoT (Internet of Things).

Alcuni degli sviluppi più importanti si sono già avuti in ambito medico grazie all’interazione fra app installate sugli smartphone e dispositivi indossabili (wearable devices) come orologi, braccialetti o addirittura cerotti² in grado di misurare parametri vitali come il battito cardiaco o la glicemia nel sangue. L’interazione fra l’oggetto fisico e la app consente di segnalare tempestivamente al sistema medico interessato eventuali criticità. Anche il contrasto alla diffusione del Covid-19 ha usufruito di questo sistema, benchè siano state adottate soluzioni radicalmente diverse fra loro.

In Asia è stato utilizzato esclusivamente o parzialmente il tracciamento GPS, ovvero la triangolazione satellitare utilizzata per determinare la nostra posizione in tempo reale. Il GPS è il sistema utilizzato per mostrarci le mappe e la situazione del traffico, che viene determinato grazie al numero e alla velocità dei segnali GPS inviati da ciascuno smartphone in un certo momento, in una certa strada: se in tangenziale ho qualche decina di segnali, in un raggio di poche centinaia di metri, che si muovono a velocità ridotta, è probabile che ci sia una coda, quindi sulla mia app comparirà una striscia rossa in corrispondenza del tratto stradale congestionato.

In Italia e Unione Europea si sta iniziando in questi giorni a discutere quale sia la soluzione tecnologica non solo più efficiente ma anche la meno invasiva della privacy dei cittadini per non contrastare con la giurisprudenza in atto (in particolare con il recente Gdpr). Per questo si è deciso di escludere qualsiasi tracciamento su GPS e utilizzare l’ultima versione a basso consumo energetico del Bluetooth. Le specifiche non sono ancora chiare, sono ancora molti i dettagli da definire ma, dall’articolo pubblicato da Agenda Digitale³ sembra che, attraverso una app creata appositamente da un’azienda milanese, vengano comunicate la posizione e lo stato di salute di ciascuna persona attraverso la comunicazione Bluetooth tra smartphone, opportunamente crittografate a garanzia della privacy di ciascuno, e in caso di “rischio contagio” questa comunicazione venga trasmessa alle persone interessate direttamente.

Al momento non si sa molto di più, soprattutto in merito ad alcune caratteristiche della tecnologia Bluetooth che può comunicare con un altro segnale da un minimo di pochi centimetri a un massimo di cento metri: cosa succede se dovessi incrociare un soggetto positivo che cammina sul marciapiede opposto? Un altro dubbio riguarda la “associazione” fra diversi smartphone. Attualmente il Bluetooth consente fino a un massimo di 3 collegamenti contemporaneamente: cosa succede se mi trovassi nel non improbabile caso di assembramento, per esempio in coda al supermercato o alle poste? Inoltre: per questioni di sicurezza, l’associazione fra i dispositivi che hanno una memoria di massa, quindi che hanno dati archiviati, deve essere autorizzata dal proprietario del device. In pratica ogni volta che incontriamo o vediamo passare qualcuno, dovremmo prendere il telefono e accettare il collegamento richiesto o inviato.

A meno che nella app creata da Bending Spoons non vi sia una sorta di by-pass di questa funzione (che però farebbe sorgere enormi punti interrogativi sulla sicurezza e la protezione dei dati!). Procedendo con le specifiche da comprendere meglio con le prossime informazioni: non è chiaro, al momento, se la app sia in grado di tracciare anche il tempo di contatto o se operi semplicemente indicando se sulla nostra strada sia passato qualcuno potenzialmente malato. Infine: come raccolti i dati sui sintomi potenzialmente dannosi?

Infine ci sarebbero anche i limiti intrinseci e organici della tecnologia, ovvero il rischio che la app vada in crash quando lavora in background (per esempio a schermo spento), che non ci sia dialogo tra i diversi sistemi operativi (Android e iOS non vanno molto d’accordo, in questo senso), che lo smartphone sia vecchio e, last but not least, il rischio di rimanere senza batteria.

(NB: ci sono anche dubbi in merito ai “falsi positivi”, ma è un argomento che va oltre le mie conoscenze e non è stato ancora comunque definito il modo di quantificarli correttamente)

In attesa di sapere come funzionerà veramente questo programma, sperando che la tecnologia riesca ancora a migliorarci la vita, conviene continuare a difendersi in analogico: guanti, mascherina e distanza di un metro almeno!

¹ – https://it.wikipedia.org/wiki/Bluetooth

² – Il cerotto smart della casa farmaceutica Roche: https://www.eversensediabetes.com/

³ – https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/immuni-come-funziona-lapp-italiana-contro-il-coronavirus/

Foto copertina: http://dareagle.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/harald-bluetooth.jpg

Post Scriptum: Il bluetooth del nostro smartphone si collega anche alla maggior parte delle autoradio di recente generazione, consentendoci di telefonare senza fare gli acrobati!

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