– Il principio del dominio dell’uomo sulla natura, è l’idolo al quale si sacrifica tutto –
(Max Horcheimer – 1895 – 1973)
Fin dall’inizio di questa pandemia, si è fatto un grand’uso di parole e scenari di derivazione bellica.
E’ una guerra, ma l’umanità vincerà anche questa battaglia! Andrà tutto bene!
Addirittura è stata scomodata la Resistenza partigiana, come se questo virus fosse uno spietato invasore nazista. La nostra fede nell’umanesimo e nella scienza, una fede che è diventata abitudine e “senso comune”, una fede di cieca accettazione a-critica, arriva a stravolgere e ribaltare perfino i ruoli dei protagonisti coinvolti sulla scena.
Eppure è proprio la scienza che ci spiega quanta coerenza ci sia nello sviluppo naturale di questo virus che non fa altro che compiere il percorso che gli è stato assegnato: replicarsi. Quale che sia il suo fine ultimo, non è uccidere, è la replicazione di se stesso.
“I virus sono “esseri viventi a metà”: non possedendo un apparato biosintetico autonomo, devono infettare le nostre cellule per replicarsi. La replicazione di se stessi è il primo obiettivo evoluzionistico di ogni specie vivente. Sars- Cov2 è un virus “furbo”: si lega ai recettori Ace 2 delle nostre cellule con la sua proteina spike, come una chiave in una serratura.” ¹
Il successo, in natura, è dato dalla sopravvivenza e dalla moltiplicazione, il risultato che deriva dalla capacità di adattarsi alle condizioni sfavorevoli. Tutti gli esseri viventi che abitano questo pianeta agiscono in questo modo ed è esattamente lo stesso per i virus che, quando uccidono, non lo fanno con lo scopo di nutrirsi o sterminare una razza inferiore o conquistare nuovi possedimenti: la morte dell’individuo, accompagna anche il simbionte. E’ un errore, è un insuccesso.
Stiamo vivendo dentro un enorme esperimento che conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, le teorie darwiniane. Nonostante ciò, respingiamo la realtà dei fatti e addirittura li ribaltiamo, perché se c’è un aggressore, in questa storia, lo dobbiamo cercare allo specchio.
“Incendi, disboscamenti e altre malefatte dell’uomo possono cambiare l’ecosistema, rompendo un delicato equilibrio naturale. Sul lago Kivu, tra Rwanda e Congo, c’è l’isola di Napoleone. Mi ricordo che, battendo le mani, il cielo si oscurava per le miriadi di pipistrelli giganti: le volpi volanti, che la popolazione locale cattura per alimentarsi. Un anno dopo scoppiava in quei luoghi l’epidemia di Ebola, che viene trasmessa dai pipistrelli alla frutta e quindi all’uomo.” ¹
E’ una guerra, ma l’umanità vincerà anche questa battaglia! Andrà tutto bene!
Se da un lato, in queste frasi, c’è un aspetto consolatorio, una speranza, un baluardo a cui aggrapparsi per sostenere la nostra fragile psicologia interrotta, d’altro canto c’è un risvolto che esprime tutta l’arroganza della storia recente dell’umanità. Quattro secoli fa, la scienza diventò moderna. Iniziò a misurare e a quantificare tutto ciò che la natura svela ai nostri occhi per uscire dalla superstizione religiosa e capire come diviene, nei fatti e nei principi, la realtà. La scienza eliminò le opinioni e scoprì la verità.
Possiamo sostenere che quel colore è un rosso di una certa sfumatura, ovvero abbiamo un’opinione, oppure che quel colore ha una certa frequenza, compresa tra i 400-484 THz, e una certa lunghezza d’onda, compresa tra 625-740 nm, e questa è una verità. Possiamo sostenere che quella distanza sia breve o lunga, ovvero abbiamo un’opinione, oppure esprimere quella distanza nel sistema metrico decimale, e questa è una verità. Quantificando la natura, ne sono derivate le leggi della fisica e della chimica, le più pure poichè oggettive e prive di interessi specifici. Dalle leggi della fisica e della chimica l’umanità, però, ne ha tratto un potere dominante, facendole credere di essere la specie vivente che può controllare e piegare ai suoi interessi tutto quanto perchè, nel caso qualcosa andasse storto, la scienza interverrà in nostro aiuto con uno dei suoi rimedi ed è per questo che rimaniamo sgomenti, quasi offesi, quando un terremoto, una valanga, una inondazione o una pandemia distruggono le nostre certezze, così simili alle superstizioni di un tempo quando si credeva che fossero le divinità a punire i peccati degli umani, e trasformiamo un normale evento naturale in un assassino spietato: la nostra fede nell’umanesimo e nella scienza, una fede che è diventata abitudine e “senso comune”, una fede di cieca accettazione a-critica, riesce perfino ad antropizzare la natura e ci impedisce di vedere ciò che proprio la scienza ha svelato all’umanità: capire come diviene la realtà.

Il Sapere in nostro possesso oggi viene utilizzato non per il progresso e il benessere dell’umanità, ma per il profitto a tutti i costi. La scienza che spiega come diviene la realtà è diventata una religione la cui liturgia è celebrata nella crescita economica. Abbiamo creduto che potessimo fare tutto. I cambiamenti climatici, che sono già in corso e che quindi dovremmo più correttamente chiamarli “cambiati climatici”, ci stanno avvertendo in tutti i modi che siamo già andati oltre i limiti e questi avvertimenti sono stati letti e tradotti proprio dalla scienza, quella vera, però. Riscaldamento globale, desertificazione, nubifragi ricorrenti, burrasche e bufere sempre più violente, pandemie.
Cos’altro è necessario per capire?
“Un alleato formidabile di infezioni emergenti penso che siano i “peccati contro la Natura” dettati dalla “legge del profitto”. I bovini, che la natura aveva fatto vegetariani, sono stati costretti dall’uomo a diventare carnivori e cannibali. Ora li cibiamo con farine animali e antibiotici per il profitto. E questo peccato ha generato la “mucca pazza”, le malattie di Creutzfeldt jaKob. Era successo già per gli ovini con la scarpie, prioni, agenti più piccoli dei virus.” ¹
E quindi, quando questa emergenza terminerà, andrà tutto bene?
L’umanità ritroverà la sua fede nella scienza che può tutto, in una forma ancora più salda e trionfante, perchè anche questo virus dovrà cedere il passo al dominio umano e allora si potrà di nuovo tutto: la crescita economica, gli spostamenti liberi, il consumo sfrenato di qualsiasi bene. La nostra fede sarà ancora più spietata.
E’ una guerra, ma l’umanità vincerà anche questa battaglia!
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