La memoria dei Social Network.

Uno degli sport preferiti sui social network è il recupero dei post scritti una volta e riportati in vita al momento opportuno per mettere in evidenza le contraddizioni di questo o quel personaggio pubblico, che ieri scriveva una cosa e oggi il suo esatto contrario.

Ogni giorno c’è qualcuno che ricorda le parole di qualcun altro per evidenziarne le incoerenze. Il tal politico che ieri diceva “bianco” e oggi sostiene “nero”, la tal giornalista che ieri perorava per il “pari” e oggi sostiene il “dispari” e via scrivendo. Da qui, si generano scambi di opinioni, litigi virtuali, insulti reali appassionanti come una discussione di una coppia in crisi coniugale che si accusa vicendevolmente di difetti e colpevolezze.

Scroll down, please!

La domanda che mi viene è: possibile che nessuno perda mai la propria credibilità? No, mai.

Anzi! Sembra quasi che a ogni capriola rinfacciata, il tal personaggio pubblico riesca addirittura a rinforzare la propria immagine di fronte ai suoi seguaci, forse perchè le critiche ricevute vanno solo a polarizzare ciecamente i rispettivi followers ,come se fossero curve di Ultras.

I vecchi Hacker dicevano: una volta che è su internet, è per sempre.

Inutile invocare il diritto all’oblio, da qualche parte nel web o su qualche hard disk ci sarà un archivio che conserva i tuoi bytes pronti a ritornare on line alla prima occasione buona per farti fare la brutta figura che meriti.

I Gendarmi della Memoria non dimenticano nulla!

Il paradosso è proprio questo: la memoria digitale ci consente di ricordare di più e meglio di quanto la memoria umana sia in grado di fare, eppure sembra che non interessi a nessuno se questo o quella ieri abbiano sostenuto una cosa e oggi l’esatto contrario, se non per far partire il solito attacco strumentale acchiappa-like.

Forse è perchè ogni giorno siamo bombardati di post e tweet al punto da non farci più caso? Forse è per pigrizia, cioè preferiamo seguire un maitre a penser perchè è più facile che costruirsi un’opinione personale? Forse è perchè abbiamo perso la capacità di critica? Forse è perchè, in realtà, non diamo più retta a questi giullari del pensiero?

Non che queste giravolte siano prerogativa dell’era digitale, è sempre successo. E’ solo diventato più facile conservarle e i tentativi di insabbiamento (vedi alla voce “cancello il post prima che se ne accorga qualcuno”) sul web non si possono fare. Eppure qualcuno non lo ha ancora capito o, forse, ne è proprio consapevole, ma se ne frega e continua ad ammorbarci di fesserie perchè alla fine, l’importante, è la presenza digitale always on.

La logica dei social network, infatti, non riconosce la coerenza o il valore di ciò che si scrive (a meno di non urtare i valori della comunità, che si attivano, però, solo oltre un certo livello di Hate Speech) e l’intelligenza artificiale che controlla algoritmo non ha la capacità di comprendere il testo. Ciò che conta è esserci con costanza, è così che i social network premiano i partecipanti più attivi che attirano più interazioni sulla piattaforma.

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